domenica 10 giugno 2012

Facciamo un po' di chiarezza: baby blues, depressione post partum, psicosi da parto

Mettere al mondo un figlio è un momento stravolgente su tutti i fronti: emotivo, fisico e mentale.
Fino ad un momento prima si poteva essere molte cose: donna, fidanzata, moglie, amante, donna in carriera, modaiola... poi all'improvviso si deventa indossolubilmente una cosa sola MADRE.
" Scusate se è poco... e se necessita di un po' di tempo per riprogrammare il nostro navigatore interno!"

Se il passaggio donna-madre è più o meno rapido, l'adattamento a questo nuovo status può richiede un po' di tempo ed è normale che sia così.

Durante il travaglio ed il parto il livello delle endorfine (l'ormone della felicità) raggiunge picchi altissimi per aiutare a sopportare il dolore e facilitare l'amore a prima vista col nostro cucciolo, ma nei giorni successivi i livelli ormonali pian piano calano... e da "strafatte" passiamo al livello "post sbronza", ci sentiamo abbattute, tristi e piangiamo per un nonnulla.
In più adattarsi ai ritmi di un neonato richiede di stravolgere la nostra routine per dedicarsi compleatamente a lui e ci sentiamo stanche, assonnate, incapaci ed incomprese...
Siamo in piena fase Baby Blues, ed è una fase che attrraversano quasi tutte le neo-mamme, anche se non tutte la conoscono.
Dura circa un paio di settimane e si risolve spontaneamente appena l'assetto ormonale si stabilizza, insieme alla maggior pratica nel gestire il bambino.
Il fatto che passi da sola non vuol dire che non si abbia bisogno d'aiuto, anzi proprio per superarla in fretta è bene delegare qualcosa agli altri e dedicare il tempo libero a riposarsi e prendersi cura di se stesse.

A volte  però quest'umore nero è più persistente, la semplice tristezza diventa ansia, paura di restare sola col bambino, di potergli fare del male, di essere inadeguata come madre.
Non si prova gioia o affetto nell'occuparsi di lui, ci si rende conto che questo non è normale, ma si prova vergogna nel dirlo agli altri, nel chiede aiuto.
Questa è la Depressione Post Partum, che colpisce il 10-20% delle mamme, con forme più o meno gravi, e che può colpisce non solo dopo il parto e che può durare a lungo se non si riceve l'aiuto adeguato.
Il primo aiuto deve venire da noi stesse nel trovare il coraggio di parlarne senza timore o vergogna, nel chiede aiuto al compagno e alle famiglie.
Anche reti di mamme, gruppi di auto aiuto e di sostegno, e perfino il web possono aiutare nel non sentirsi sole ed emarginate.
Ma è sempre meglio affidarsi all'aiuto di un professionista per superare questo momento, molti ospedali hanno attivo nel raparto maternità uno sportello dedicato alla depressione post partum dove trovare informazioni e a chi rivolgersi, nel caso non ci fosse il tuo ginecologo, il medico di base o anche il pediatra del tuo bambino sapranno indirizzarti verso il giusto professionista: psicologo, psichiatra o psicoterapeuta.

Ci sono poi i tristi casi di cronaca, quelli che sfociano nel suicidio o nell'infanticidio, ma che se presi in tempo possono risolversi positivamente. Sono le Psicosi Post Partum e si caratterizzano per la presenza di idee fisse, ossessioni, perdita d'identità e di senso della realtà.